Terapia in acqua

Rettangolo arrotondato: TECNICA IDROMANUALE del Dr. Angelo Casa

 

         STORIA, ORIGINI, EVOLUZIONE DELLA  TERAPIA IN ACQUA

 

La parola Idroterapia viene dal greco e significa “Terapia mediante l’acqua”. Le civiltà antiche dell’Asia minore,come gli Ittiti (XX-XII se. A.C.) utilizzavano i bagni con una certa frequenza. Le donne dei macedoni si bagnavano con l’acqua fredda dopo aver partorito. Questo procedimento con l’acqua fredda, dopo aver partorito, non era solo una norma igienica, ma era anche un metodo per prevenire le emorragie post-partum. I canti omerici (mille anni prima di Jesus Christ) parlando di Esculapio (Dio greco della medicina) narrano dei numerosi templi a lui dedicati in tutta la Grecia, meta di pellegrinaggio per gli infermi. Il culto di Esculapio rappresentò il maggior tentativo storico di fondere religione, terapia naturale (dieta, esercizi fisici, pratica delle arti, massaggi, idroterapia) al servizio della salute. L’uso dell’acqua, sia nelle applicazioni idroterapiche parziali, che sotto forma di bagni completi era un procedimento terapeutico diffuso nell’antica Grecia, come confermano i numerosi resti archeologici di case e bagni o la loro rappresentazione grafica,ancora oggi evidente su una grande quantità di vasi. Nella cultura ellenica ritroviamo numerosi riferimenti alle virtù dell’acqua. Il poeta greco Pindaro (518-446 a.c.) la lodava così:l’acqua è ciò che di meglio esiste! Euripide (480-406 a.c.), drammaturgo classico, sosteneva che” il mare ripulisce da ogni male” . Pitagora, trasferendosi in Italia dalla Grecia, intorno all’anno 530 a.c., esercitò una notevole influenza sulla medicina dell’epoca: egli raccomandava ai suoi discepoli la pratica dei bagni freddi e la dieta vegetariana come strumenti a fortificare il corpo e lo spirito. Secondo Ippocrate (460-377 a.c.) e la sua scuola di Cos(contrapposta alla famosa suola di Cnido) i bagni freddi seguiti dall’esercizio fisico, riscaldano più dei bagni caldi, dato che, in seguito a questi ultimi, il corpo si raffredda. Egli raccomandò l’uso dell’acqua fredda per combattere dolori articolari, dovuti a processi infiammatori (Gotta) o delle contratture muscolari e i bagni in acqua di mare per curare le eruzioni cutanee; egli curava, inoltre, le proprie artrosi con la scarica elettrica proveniente dalla Malopterus Electricus, apposta sulla parte da trattare ed immersa in acqua. Asclepiade, amico e medico personale di Cicerone,fu una delle persone che introdusse a Roma la medicina greca nel II secolo a.c. I romani disposero di un gran numero di installazioni termali pubbliche e private, balneari e non. L’erudito Aulo Cornelio Celso, vissuto al tempo di Cristo raccomandava l’uso dell’acqua per la cura di molte malattie fisiche e dello Spirito. Plinio il vecchio (23-79 d.c.) nella sua grande opera sulla storia naturale cita la massima “ Balnea Marina calefiunt , corpore exsicceant  (i bagni di mare riscaldano il corpo e ne asciugano gli umori).Con il passare del tempo la società romana giunse a valorizzare eccessivamente i bagni caldi, trascurando l’effetto tonico dell’acqua fredda: questo fatto causò (secondo Kneipp) il “rammollimento” delle classi dirigenti,con la conseguenza che la civiltà romana cadde facilmente preda dei barbari settentrionali. Dopo la caduta dell’impero romano e l’ascesa del Pensiero Cristiano ( Medioevo ), la cultura e l’esercizio della medicina rimasero nelle mani dei chierici e dei monaci fino al XI secolo, mentre la cultura dell’acqua veniva dimenticata.

 A partire dal XVIII secolo la balneoterapia iniziò ad avere un aspetto scientifico, alcuni studiosi iniziarono ad analizzare la composizione chimico-fisica delle diverse acque osservandone poi gli effetti dati dalla loro assunzione e dal loro uso esterno.Nel XIX secolo inoltrato, si può dire che agli stabilimenti termali facessero ricorso le classi più ricche, con l’intenzione di passare le vacanze in un luogo elegante che non quella di curare le malattie. Ricordiamo, tra gli uomini che si sono interessati di Idroterapia, risvegliandone l’interesse e la curiosità scientifica: Dopo la caduta dell’impero romano e l’ascesa del Pensiero Cristiano ( Medioevo ), la cultura e l’esercizio della medicina rimasero nelle mani dei chierici e dei monaci fino al XI secolo, mentre la cultura dell’acqua veniva dimenticata. A partire dal XVIII secolo la balneoterapia iniziò ad avere un aspetto scientifico, alcuni studiosi iniziarono ad analizzare la composizione chimico-fisica delle diverse acque osservandone poi gli effetti dati dalla loro assunzione e dal loro uso esterno.Nel XIX secolo inoltrato, si può dire che agli stabilimenti termali facessero ricorso le classi più ricche, con l’intenzione di passare le vacanze in un luogo elegante che non quella di curare le malattie. Ricordiamo, tra gli uomini che si sono interessati di Idroterapia, risvegliandone l’interesse e la curiosità scientifica:

-J. Flojer (1649-1714) studiò le possibilità terapeutiche dell’acqua;

-Vincent Perez, spagnolo, conosciuto come il medico dell’acqua;

-D.Hoffman, tedesco, la diffuse e se ne riappropriò;

Priessnitz e Kneipp riavviarono dopo Hoffman, la diffusione ed il sapere dell’acqua. L’avvento della moderna rieducazione in acqua si ha negli Stati Uniti intorno al 1925, inizialmente per il recupero degli invalidi di guerra e successivamente per altre patologie. La balneoterapia, utilizzata dagli antichi con finalità anzitutto igieniche, ha raggiunto un ruolo sempre più importante tra le metodiche di riabilitazione per le disabilità motorie sia di origine neurologica , che ortopedica. Nei secoli seguenti molti medici, scienziati proposero e riproposero l’uso dell’acqua a scopo terapeutico senza che questi periodi, purtroppo, di scoperta e riscoperta delle qualità riabilitative fossero legati in maniera continua; la discontinuità nel tempo faceva di volta in volta perdere le conoscenze acquisite che dovevano essere nuovamente “scoperte”e provate, testate per assurgere a nuova “medicina”. Con il tempo trascorso, abbiamo, dunque, perso la grande conoscenza, il sapere popolare, la cultura dell’acqua. Dalla metà del ventesimo secolo si ha la vera svolta in chiave riabilitativa, come conseguenza dei progressi registrati dalla Scienza medica, si è iniziato nei maggiori Centri di Riabilitazione, a proporre, nel percorso riabilitativo dei pazienti con esiti di poliomielite, la pratica di “attività motoria in acqua”. Magari in modo generico e approssimativo, facendo spesso confusione tra indicazione alla pratica idrochinesiterapica e nuoto(ANCHE OGGI), l’acqua con tutta la sua semplicità, valenza riabilitativa e attrattiva, cominciava a fare il suo ingresso nel complicato ed incerto mondo della riabilitazione. I primi nove mesi della nostra esistenza si svolgono in un ambiente liquido (liquido amniotico) e la respirazione avviene attraverso le coane( residuo genetico delle branchie dei pesci)nell’ambiente liquido. L’embrione,nelle prime fasi del suo sviluppo, assomiglia ad un pesce; successivamente assume le sembianze di un rettile e poi di una rana. Nascendo, l’apparato polmonare risulta immaturo proprio per la funzionalità ridotta a cui è sottoposto durante la gestazione; si completa, dopo la nascita, dopo che il neonato avrà fatto i conti con l’ambiente gravitario. Il neonato piange non appena venuto al mondo; nei parti in acqua ( che oggi stanno rivalutandosi) non piange neanche dopo aver insufflato i primi percentili di aria. L’elaborazione di queste Tecniche deriva da comprovati studi scientifici americani, che sostengono le ipotesi dei legami biochimici degli esseri viventi con l’acqua. L’origine della vita deriva dall’acqua e,istintivamente, l’uomo è sempre portato a ricongiungersi al suo ambiente liquido primordiale. Il nostro organismo è composto per il 75 % di acqua!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CORSO UNIVERSITARIO DI RIABILITAZIONE IN ACQUA (vedi la sezione attività)