NEUROMOTORIA  PSICOMOTRICITA’

Casella di testo: # PARALISI CEREBRALE INFANTILE

 NEUROMOTORIA – PSICOMOTRICITA’

I bambini con esito di paralisi cerebrale traggono notevole beneficio dalla riabilitazione in acqua; è uno strumento elettivo e integrativo anche per ciò che concerne le problematiche neuro-ortopediche abbinate. Ci sono opinioni metodologiche diverse per quanto riguarda la tempistica di intervento: molti colleghi pensano che proporre un intervento in acqua ( anche e solo integrativo e supplementare) prima del tempo, sia errato , in quanto si pensa che sia giusto proporlo al bambino dopo il periodo di stabilità diagnostica , in quanto si privilegia la risoluzione spontanea ( che ci fornisce la plasticità del sistema nervoso) ; altri colleghi fanno riferimento ed osteggiano “l’entrata in acqua” per non correre rischi oggettivi riguardo la continuità del trattamento, in quanto i bambini molto piccoli sono facilmente soggetti a malattie da raffreddamento. Penso che, dopo avere stabilito una diagnosi certa di paralisi cerebrale infantile, allo stesso modo dell’intervento  riabilitativo preventivo neuromotorio (attuato sin dai primi mesi di vita) a secco, bisogna dare la possibilità al bambino di integrare le sue potenzialità ( che non sappiamo ancora valutare) anche in ambiente acquatico, dato che dopo i 5 mesi di vita si perde la respirazione acquatica del grembo materno; mantenere , con le dovute cautele( dato i problemi di ordine respiratorio insiti in codeste patologie) questa  acquaticità sia fondamentale e primario. Generalmente gli obiettivi più comuni della riabilitazione in acqua,  dopo attenta valutazione della  casistica ( con  disturbi associati di ordine neuro-ortopedico, respiratorio, neuropsicologico e deficit psicomotori sono: 

 -favorire il rilassamento

          -valutare le capacità respiratorie per normalizzare il ritmo respiratorio 

-favorire ed iniziare un discorso in acqua di presa di coscienza corporea

-incentivare le potenzialità di apprendimento di nuove condotte motorie

-favorire la motricità grosso-motoria e fine

-attraverso l’ambiente acquatico, favorire la libertà del movimento senza

-condizionamenti gravitari, attraverso dei semplici passaggi posturali, inserendo

  pure  gli elementari concetti topologici

-favorire le reazioni di raddrizzamento del tronco prima e controllo dopo

-favorire l’acquisizione del meccanismo posturale riflesso (riflessi e reazioni 

 fisiologiche protettive e di equilibrio)

-controllo e riduzione di compensi e adattamenti posturali errati  

 

 L’ ASPETTO LUDIFORME DELLA RIABILITAZIONE  IN ACQUA

Nella riabilitazione in acqua, per bambini con esiti di P.C.I., è importante applicare, permeare ogni momento terapeutico della seduta, di una forma ludica, anche quando applichiamo posture e protocolli specifici per quella determinata forma ed esito. Tutti i bambini, anche i più gravi, dimostrano sempre curiosità ed hanno sete di conoscenza: lo scopo della terapia in acqua è proprio questo; dato che, come diceva Piaget “l'intelligenza procede dall'azione e porta alla conoscenza”.Attraverso il gioco un bambino esplica la propria creatività, adatta la propria realtà emotiva a quella concreta attraverso i termini simbolici che solo la realtà fittizia del gioco è in grado di dare, afferma così le proprie esigenze e i propri bisogni. Dividendo la seduta idrochinesiterapica per ogni momento e obiettivo, avremo modo di inserire nelle nostre proposte una multiforme serie di condotte terapeutiche che, favorendo la tridimensionalità, la libertà, la semplificazione dell’atto motorio e percettivo-motorio, vanno ad agire sulle residue potenzialità di apprendimento.

L’enorme ricchezza di messaggi propriocettivi, esterocettivi che è in grado di dare l’acqua, con la semplice immersione del corpo, ci dovrebbe far capire come il corpo di un  bambino debba riadattare il proprio meccanismo posturale riflesso all’ambiente, determinando già un apprendimento di schemi motori, di organizzazioni spaziali e temporali, aumento dei tempi di attenzione e di  coscienza del proprio schema corporeo. La socializzazione è stimolata attraverso l’interazione con le altre persone, mentre il rispetto dei tempi e delle regole del setting, affinerà il bagaglio educativo, pedagogico.          

 

    

                                                                                                                                                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa postura iniziale strategica ( in braccio), ci consentirà di liberare le nostre mani allo scopo di indurre, stimolare, trasmettere stimoli e, nello stesso tempo, iniziare quel rapporto di fiducia su cui baseremo tutto l’iter riabilitativo. Sin da questo momento abbineremo al gesto motorio o senso motorio iniziale ( che ci servirà anche come Valutazione in acqua del bambino)  a feed-back positivi forme di gioco, al “suono dell’acqua”, a canzonette, che, oltre alle melodie, possono abbinare informazioni sul proprio corpo e sullo spazio, su oggetti raggiunti, su informazioni di schema corporeo.  Ci consentirà di liberare le nostre mani allo scopo di indurre, stimolare, trasmettere stimoli e, nello stesso tempo, iniziare quel rapporto di fiducia su cui baseremo tutto l’iter riabilitativo. Sin da questo momento abbineremo al gesto motorio o senso motorio iniziale ( che ci servirà anche come Valutazione in acqua del bambino)  a feed-back positivi forme di gioco, al “suono dell’acqua”, a canzonette, che, oltre alle melodie, possono abbinare informazioni sul proprio corpo e sullo spazio, su oggetti raggiunti, su informazioni di schema corporeo.

OBIETTIVI

Creare fiducia

Dare sicurezza

Fornire esperienze senso-motorie in condizioni diverse

Posture

Inibizione di eventuali schemi o comportamenti anormali

Facilitazioni, per esperienze motorie più complesse

Percezione del proprio corpo

Percezione del mondo circostante(orientamento spazio-temporale)

Proposte di gioco, di regole ed interazioni

Movimenti attivi, gesti funzionali

Scelta di eventuali ausili ed il loro corretto adattamento e uso

Piccole autonomie con delle gratificazioni

                                                                              Gli Obiettivi Terapeutici

      Essi sono rappresentati dal Recupero funzionale, Recupero analitico, Recupero psicomotorio, Miglioramento della Funzionalità respiratoria, Miglioramento della Funzionalità cardio-circolatoria, Miglioramento della Funzionalità vescicale e intestinale