TERAPIA IN ACQUA

Rettangolo arrotondato:       ALGIE VERTEBRALI

Algie vertebrali

La continua evoluzione biomeccanica della colonna vertebrale ed il suo continuo adattarsi alle sollecitazioni gravitarie terrestri, modificano l’unica curva cifotica di cui  l’uomo dispone alla nascita. Tutto ciò è spiegabile perché sino a quel momento l’ambiente del feto prima, dell’embrione dopo, è il liquido amniotico, cioè l’acqua; alla nascita,con il parto, comincia nei mesi successivi, con le reazioni di raddrizzamento, di difesa( MPR) ad organizzare la sua struttura assile, modificandola contro gravità e per la gravità terrestre, con le curve fisiologiche di lordosi, che,unitamente alle curve cifotiche, compongono e coordinano la risposta antigravitaria.E’ stato constatato che il 40% delle algie della colonna è rappresentato dalla classica sindrome lombalgica ( il 90% dei problemi lombalgici sono di tipo meccanico, quindi dipendono dai movimenti e dalle posture) di cui l’80% sono uomini ed il 70% persone in età lavorativa. Le Tecniche manipolative Idromanuali sono controindicate nei seguenti casi:

-Insufficienza arteriosa agli arti inferiori

-Ernie discali( deficit dei riflessi,della forza muscolare,della sensibilità cutanea), in quanto 

  c’è il rischio di causare danni irreparabili a livello bulbare, midollare o radicolare.       

-Osteoporosi, fratture

La Scuola Italiana  preferisce utilizzare delle manovre manipolative che permettono di utilizzare contemporaneamente più direzioni di movimento: Manipolazioni multidirezionali. Essa dipende ,dunque, dalla leva utilizzata,dalle direzioni del movimento che la specifica manovra permette di utilizzare e dalle direzioni di movimento che l’operatore realmente utilizza..

Le Tecniche utilizzate sono:  Frizione/ Vibrazione;  Coattazione/Decoattazione;  Trazione passiva e attiva;  Manipolazioni mio-tensive ; Massaggio classico distrettuale decontratturante. Il trattamento viene preceduto da una Valutazione Funzionale a secco ed in acqua (assetto indicatore), dove viene focalizzato e comparato  l’assetto sbagliato rispetto l’assetto corretto da adottare in acqua (presa di coscienza del proprio corpo),seguito da procedure di rilassamento ed ambientamento. La temperatura dell’acqua  deve essere di 32-33°C. Gli  ausili da posizionare vengono collocati su posture supine in scarico gravitario globale. La Respirazione (lenta e costante)  deve essere diaframmatica. Le contrazioni  saranno isometriche iniziali, seguite da contrazioni isotoniche. Il trattamento in acqua non deve superare la  soglia del dolore.