TERAPIA IN ACQUA

Rettangolo arrotondato: RIABILITAZIONE NEUROMOTORIA

ICTUS

Neuropatologia dell’infarto cerebrale

La soppressione dell’apporto circolatorio di un tronco arterioso dà luogo,quando le supplenze non sono perfettamente efficaci,alla formazione di un rammollimento nel territorio corrispondente, tanto che il confine tra la sostanza grigia e la sostanza bianca diventa sfumato; compare l’edema nella zona del focolaio malacico. Ha inizio la lesione ischemica dei neuroni e la congestione dei vasi. La zona del rammollimento è invasa da infiltrati cellulari: prima i leucociti, poi i macrofagi. L’organismo ,così , inizia a difendersi. Le lesioni del tessuto cerebrale,dettato dalle cause citate in precedenza (vasculopatie) provocano l’interruzione, un corto circuito, della comunicazione dell’area dove ha sede lo STROKE e le aree circostanti della corteccia cerebrale. E’ stato danneggiato,così, il Centro di raccolta ed elaborazione di tutte le informazioni provenienti dal corpo e dall’esterno : il cervello.  Il comportamento motorio in pazienti con cerebrolesione focale acuta non transitoria, è caratterizzata da:

Alterazione dei processi cognitivi

Alterazione del sistema funzionale percettivo/motorio

Disorganizzazione del complesso meccanismo posturale

Performances motorie selettive annullate

Controllo motorio che presuppone capacità di ideazione,pianificazione e programmazione

 La Plasticità Cerebrale

Nella corteccia sensitivo-motoria controlaterale  dell’emisfero non colpito dallo Stroke, ma , anche nello stesso emisfero, si registra un aumento del flusso ematico cerebrale che precede lo sviluppo di aree motorie  e sensitive supplementari: SMA.

Perché stimolare la SMA?

Una forma di Archivio o Inventario risiede nell’area motoria supplementare (SMA) che ha inoltre la capacità di collegare eventi mentali con una certa reazione motoria volontaria. L’ideazione e l’immaginazione può influenzare l’area motoria supplementare. Ciò è dimostrato dal fatto che, proprio nella SMA, si è rilevato un maggiore afflusso di sangue. L’apprendimento che riapportiamo con Terapia in acqua,la ripetizione dei gesti,con una sempre maggiore Attenzione , aumenta lo stimolo nell’area motoria supplementare,decrementando l’attività dell’area senso-motoria controlaterale: viceversa si avrà , invece, un incremento della stessa area senso-motoria controlaterale. Dunque, il Movimento ed i Meccanismi posturali normali vengono, quindi, condizionati da tanti fattori:Motivazione, Attenzione, Età, Costituzione, Stato psico-fisico.

Con la Terapia in acqua, ma con tutte le altre forme di Riabilitazione Neuromotoria, abbiamo il vantaggio di lavorare con tempi più rallentati all’APPRENDIMENTO ed al RIAPPRENDIMENTO. Inoltre, solo in Fase di Apprendimento, il processo rallenta( già di suo) perché subentrano dati nuovi, ai quali l’essere umano deve adattarsi, trovare le strategie più adeguate, economiche, protettive e facilitanti. Dunque la Terapia in acqua, pur potendo prendere inizio già dalla Fase SUB-ACUTA, nella quasi totalità dei casi non viene presa in considerazione sia per carenza di strutture idroriabilitative adeguate, sia , anche, per scarsa cultura riabilitativa medica e degli stessi Dottori in Fisioterapia.

FASI DELLA RIABILITAZIONE IN ACQUA:

1) VALUTAZIONE INIZIALE - TEST A SECCO

2) VALUTAZIONE  INIZIALE - TEST IN ACQUA

3) APPLICAZIONE DEI PROTOCOLLI

4) VALUTAZIONE INTERMEDIA

5) VALUTZIONE FINALE

 

Valutazione Specifica a secco ed in acqua:

Valutazione  della parte interessata  secondo i 4 gradi di movimento della Scala Ganne S e A, con paziente supino a secco ed in acqua. Attraverso una Presa prossimale all’articolazione  controlaterale a quella interessata( emilato sano) si valuterà dapprima lo stato in cui era prima dell’Ictus; il Fisioterapista valuterà successivamente,comparandola con la precedente,l’emilato plegico la sua rigidità limitante l’escursione articolare; la presenza di retrazioni  muscolo-tendinee, il tono condizionante ,lo stato trofico, ritmo anomalo

OBIETTIVI

In relazione all’esperienza di lavoro in acqua considero auspicabile il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

1)Riduzione della spasticità ove presente;

2)Lavoro sulla spalla dolorosa o con periartrite strutturata nelle lesioni piramidali;

3) Lavoro sulla Sindrome Algodistrofica (mano)

4) il lavoro sul tronco;

5)lavoro sull’area cognitiva(>emiplegie DX)

6)equilibrio;

7)cammino funzionale.

                                                      Le Tecniche Idromanuali

Le Tecniche che seguono si applicano al paziente emiplegico in modo sempre simmetrico prima e specifico all’emilato dopo. Vanno effettuate con completa immersione del paziente, utilizzando per posturarlo ausili riempiti a metà di acqua o di aria. La completa immersione del corpo non vanifica gli effetti dell’acqua sul nostro  organismo:

aumento delle proprietà di visco-elasticità dei tessuti molli( quindi più trattabili )

riassetto  posturale

mobilizzazione simmetrica

manipolazione tendinea

stiramento con depressione del distretto muscolare lungo la direzione dello schema di movimento

prensione  e Frizione  globale del distretto

decoattazione  e  Coattazione lungo la direzione del movimento a ritmo lento o veloce

manipolazione periarticolare

manipolazioni con vibrazioni  all’osso