TERAPIA IN ACQUA

      Patologie demielinizzanti

    SCLEROSI MULTIPLA

 

La Sclerosi Multipla (SM) è una tra le più frequenti affezioni neurologiche. In Italia la patologia è presente, secondo i diversi studi statistico epidemiologici, con incidenza variabile tra 2,2 e 5,1 casi per 100.000 abitanti e prevalenza di 33-103 casi per 100.000 abitanti, interessando circa 50.000 pazienti su tutto il territorio nazionale ( secondo dati del 1998). La malattia ha una durata media di 25 anni, colpisce preferibilmente la fascia d’età compresa tra i 20-40 anni, con un picco intorno ai 30, il rapporto donna/uomo è di 3° 2. Comporta un grave impatto sociale proprio nell’età più produttiva, laddove si colloca la programmazione e la realizzazione delle ambizioni professionali, familiari, sociali. La diagnosi di malattia, non sempre facilmente accessibile, scaturisce dalla storia clinicae dall’evoluzione del quadro sintomatologico, che dovrebbe rispettare i criteri di disseminazione spaziale e temporale delle lesioni; la diagnosi è soventemente corroborata  da indagini strumentali neuro radiologiche , quali la risonanza magnetica nucleare (RMN), neurofisiologiche ( PEV, PESS, BAEPs), indagini di laboratorio(esame liquorale per indice di Link e bande oligoclonali). L’evoluzione della malattia consente di distinguere diverse forme:

    Relapsing-Remitting (RR), caratterizzate da bruschi ed improvvisi peggioramenti con segni neurologici chiaramente obiettiva bili, durata di almeno 24-48 ore seguiti da parziale o totale remissione del quadro sintomatologico entro 60 giorni dall’esordio;

    Relapsing-Progressive (RP), con brusche riacutizzazioni seguite da remissioni incomplete: tendono nel tempo ad un lento ma continuo peggioramento fino alla successiva relapse;

    Progressive-Relapsing (PR) , sono caratterizzate da un peggioramento lento ma inesorabile che accumula progressiva disabilità con brusche riacutizzazioni seguite per lo più da remissione dei sintomi incompleta;

    Primario-Progressive (PP), con lento decorso evolutivo già all’esordio, senza relapse intercalate.

    La patologia può colpire qualsiasi distretto del Sistema Nervoso, determinando lesioni( impairment, secondo la classificazione del WHO) responsabile di sintomi  e segni a carico del sistema motorio, sensitivo, sensoriale, vescico-sfinterico, cognitivo e psichico. La diretta conseguenza è la perdita di abilità nell’adempimento delle attività di vita personali (igiene, mobilità, trasferimenti, alimentazione, relazionalità) definibile come disabilità e, strettamente dipendente da essa, la condizione di svantaggio sociale ( diversamente abile) generata dalla ridotta possibilità di accedere, ad esmpio, ad ambienti con barriere architettoniche , o mantenere la propria condizione professionale.

    Le finalità del trattamento in acqua, includono la riduzione della spasticità, la riduzione e prevenzione di contratture, l’incremento della forza e la rieducazione delle attività funzionali essenziali, compresa la deambulazione. Nei casi più gravi l’Idrochinesiterapia è preziosa nel ridurre i disturbi derivanti dalla spasticità, poichè  l’ambiente acqua è l’unico posto dove il paziente gode di uno stato di beneficio e libertà, il  Dottore in Fisioterapista potrà avvantaggiarsi della collaborazione di un paziente attivo, collaborativo  e disponibile.

    A scopo preventivo e didattico il trattamento è stato suddiviso in due stadi: primo stadio e stadio avanzato.

    Primo stadio

    Per impedire che si sviluppino contratture, in tutti i modelli si utilizzano movimenti passivi ridotti. Per gli arti inferiori si utilizzano esercizi tendenti a migliorare la coordinazione ed a rompere i modelli anormali. Poiché la malattia è progressiva, il paziente potrà avere necessità di essere dipendente dalla carrozzina , in questo momento del trainnig riabilitativo si darà importanza al potenziamento dei muscoli degli arti superiori, al fine di renderlo il più autonomo possibile. Con gli arti inferiori nelle posizioni riflesso-inibenti, si fanno effettuare esercizi per le braccia ed il tronco, con particolare riferimento al grande dorsale, agli estensori del degli arti superiori.Le attività funzionali utili alla vita di relazione come salire e scendere le scale, sedersi e alzarsi in piedi, trasferirsi da un posto ad un altro, ecc., possono trovare utilità ad essere praticate in acqua.La sensazione di assenza di peso dovuta al galleggiamento rende possibile a questi pazienti il camminare nell’acqua, quando ancora l’ipotonia muscolare e la spasticità lo rendono invece impossibile sulla terra. Si può agire sul morale dei pazienti con attività ricreative come il nuoto, ma si deve fare attenzione a non stancare eccessivamente il paziente; motivo per cui l’acqua dovrà essere tenuta a 28/29° C . Poiché molti pazienti soffrono di incontinenza, bisogna assicurarsi che la vescica urinaria sia svuotata prima dell’ingresso in piscina, oppure munire il soggetto di catetere a condom, addestrandolo nello stesso momento al cateterismo intermittente.

    Stadio avanzato  

    In questo stadio il paziente è già notevolmente sofferente per le contratture che si sono sviluppate in relazione alla spasticità e allo squilibrio muscolare. Si ricerca il rilassamento con il paziente supino in acqua completamente sostenuto da galleggianti. Il calore dell’acqua e il galleggiamento aiutano notevolmente, raggiunto il rilassamento si possono effettuare movimenti passivi e lo stiramento dei muscoli contratturati. In alcuni casi è richiesto un secondo Fisioterapista per tenere fermo ed equilibrato il paziente. E’ utile incoraggiare ogni movimento volontario residuo, ma si deve fare attenzione a non affaticare il paziente. La diminuzione del dolore e la libertà di movimento ottenibili in piscina hanno un gran valore psicologico a prescindere da tutti gli altri effetti raggiungibili con l’Idrochinesiterapia.

 

    I seguenti esercizi sono consigliati per pazienti con evidenti segni di sofferenza del neurone motore superiore ed interessano entrambi gli arti inferiori. Essi rappresentano una guida al tipo di esercizi che possono  essere utilizzati, la selezione dipende dalle necessità individuali dei pazienti.

Posizione supina con sostegno del galleggiante: movimenti passivi, moderati e rilassanti degli arti inferiori. Flesso- estensione dell’anca, del ginocchio e del piede. Abduzione con intrarotazione e adduzione con extrarotazione dell’arto inferiore.

Decubito laterale: oscillare gli arti inferiori lateralmente; flettere e rilassare anca e ginocchio.

Posizione seduta: flettere e distendere gli arti superiori con l’ausilio di galleggianti tenuti nelle mani. Spingere le braccia sotto l’acqua e ritorno.

Posizione verticale: camminare in avanti e lateralmente con l’aiuto di percorsi propriocettivi installati sul fondo della vasca.

 

TABELLE SINTETICHE DI RIFERIMENTO PER L’IDROCHINESITERAPIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                                

 

 

Casella di testo: RILASSAMENTO MUSCOLARE
Casella di testo: FACILITAZIONE AL MOVIMENTO
Casella di testo: RALLENTAMENTO DEL MOVIMENTO
Casella di testo: APPRENDIMENTO DEL MOVIMENTO
Casella di testo: PIACERE E GIOCO
Casella di testo: MAGGIORE POSSIBILITA’ DI STABILIRE UNA RELAZIONE

 MOTIVAZIONE AL MOVIMENTO